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Giacomo Leopardi
Italia
C.XXXVIII (frammento dell’elegia II)
Io qui vagando al limitare intorno,
invan la pioggia invoco e la tempesta,
acció che la ritenga al mio soggiorno.
Pure il vento muggia nella foresta,
e muggia tra le nubi il tuono errante,
pria che l’aurora in ciel fosse ridesta.
O care nubi, o cielo, o terra, o piante,
parte la donna mia: pietá, se trova
pietá nel mondo un infelice amante.
O turbine, or ti sveglia,or fate prova
di sommergermi, o nembi, insino a tanto
che il sole ad altre terre il dí rinnova.
S’apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto
posan l’ere e le frondi, e m’abbarbaglia
le luci il crudo Sol pregne di pianto.
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